Pubblicato il 9 Novembre
Giorgio Donegani, tecnologo alimentare esperto di Nutrizione ed educazione alimentare, Past President di Food Education Italy - Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare, è membro del comitato tecnico scientifico del MIUR “Cibo e Scuola” per la diffusione dell’educazione alimentare nella scuola italiana.
La semplicità in tavola: una via per il benessere.
Cosa significa mangiare in modo sano?
Per quanto possa sembrare strano, la risposta è in pochi concetti fondamentali: SEMPLICITÀ, NATURALITÀ, MODERAZIONE, EQUILIBRIO e, naturalmente, GUSTO.

A pensarci sono le basi sulle quali l’uomo ha sviluppato quella innata saggezza nutrizionale che lo guida da sempre nelle scelte di benessere. Ma sono anche concetti dai quali la vita moderna tende purtroppo ad allontanarci: i ritmi frenetici che impone, l’alternarsi vorticoso delle mode, l’invenzione continua di diete più o meno fantasiose, la ridondanza di informazioni spesso contraddittorie e inutilmente allarmistiche, sono solo alcuni degli elementi che condizionano pesantemente il nostro rapporto con il cibo. Al punto che ciò che mangiamo viene visto troppo spesso come un qualcosa a cui accostarsi con diffidenza, un potenziale rischio per la salute, anziché un sano piacere come è sempre stato e deve tornare a essere.

Ed è proprio in questo quadro che la “semplicità” torna a diventare un elemento essenziale della qualità del cibo, addirittura la base da cui partire per costruire le proprie abitudini alimentari.
Semplicità, perché non c’è nessun bisogno di inventarsi formule artificiose e ricette complicate per dare al nostro organismo tutto quello che gli serve per mantenersi in salute.
In fin dei conti necessita soltanto di una giusta quota di energia, del materiale adatto per crescere e rinnovare i tessuti corporei, e di una dose sufficiente di vitamine e minerali, i cosiddetti principi “protettivi”. Senza dimenticare l’acqua, elemento vitale per eccellenza, né tantomeno il piacere del gusto, perché non esiste un alimento che sia davvero sano se non è anche buono e, viceversa, nessun alimento può dirsi veramente buono se non regala anche il piacere della salute.
Ma tutto questo: energia, principi nutritivi e fattori protettivi, ce li mette a disposizione da sempre la natura e nella forma meglio utilizzabile, senza necessità di aggiunte inutili e artificiose.

Ed è qui che entra in gioco, abbinato a quello di semplicità, il concetto di “naturalità”. Prendiamo per esempio il frollino, presenza immancabile nella prima colazione (il pasto qualitativamente più importante della giornata): la semplicità e la naturalità in questo caso trovano espressione nella scelta di pochi ingredienti essenziali.Prima tra tutti la farina, che da oltre 7.000 anni l’uomo ricava dai cereali, e rimane la migliore fonte di quell’amido che in una dieta sana deve costituire la nostra primaria fonte di energia.
E poi, per avere immediatamente un po’ di sprint, cosa ci può essere di meglio di una piccola quota di zucchero o di miele?
Ma all’organismo servono anche proteine, i mattoni del nostro corpo, e non deve stupire che le migliori disponibili in natura siano quelle delle uova, nelle quali si concentra tutto quello che serve per fare sviluppare un intero nuovo organismo.
Chi sa come si confezionano i biscotti in casa, conosce poi l’importanza di aggiungere buon latte, che fornisce anch’esso proteine di alta qualità ed è una fonte impareggiabile di calcio.
Serve altro? Sì: del burro genuino, il grasso che la nostra cultura ha imparato a selezionare come ideale per gli impasti e che non solo garantisce un’ottima consistenza e influenza gradevolmente il sapore, ma fornisce energia e veicola nel cibo utile vitamina A e materiale per costruire gli ormoni e il tessuto nervoso.


Riassumendo: Farina, zucchero, burro, uova, latte e anche un po’ di lievito (niente di “strano”, solo del semplice bicarbonato). 6 ingredienti in tutto!
Ma basta davvero così poco per garantire gusto e salute? Certo, a patto soltanto che tutti gli ingredienti siano della massima qualità, perché di farine, di burro, di uova, di latte, ce ne sono tanti in commercio… Ma le uova fresche hanno un gusto diverso da quelle in polvere, così come sono inconfondibili l’impronta del burro di buona qualità, e quella del latte usato fresco. E anche di farine… quanti tipi ce ne sono oggi? E quanti riescono a coniugare davvero qualità e semplicità?

È proprio la scrupolosa scelta di ingredienti a rendere possibile la preparazione di prodotti semplicissimi ma buoni e sani, applicando la regola più antica della tradizione del benessere: se vuoi cucinare buon cibo, parti da ottimi ingredienti. Del resto, che bisogno c’è di aromi artificiali o naturali se ciò che si usa è saporito di suo? Non basta del buon cacao se si vuol caratterizzare in modo diverso il gusto e l’aspetto di un frollino, senza bisogno di aromi artificiali o addirittura di coloranti? E nemmeno di quegli antiossidanti che proprio il miglior cacao riesce a fornire in modo naturale…


A volte poi si rimane stupiti davanti alla lunga lista di compagni dello zucchero che compaiono su certe etichette: glucosio, destrosio, sciroppo di glucosio, dolcificanti vari. Per non parlare di conservanti, addensanti, stabilizzanti, emulsionanti…

Ma perché, viene da chiedersi, usare decine di ingredienti per fabbricare prodotti che in casa si riescono a fare solo con 6 o 7 cose buone? La risposta, come si è detto è proprio in quell’aggettivo “buone”, che sottintende naturali, genuine, sane, saporite… in una parola “di qualità”.

Una qualità, che a questo punto è anche facile riconoscere a colpo d’occhio, con una rapida occhiata all’etichetta: pochi ingredienti e naturali? È il primo segnale di via libera verso il benessere.
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