


Dopo i frollini, anche i crackers Doria sono protagonisti di un restyling grafico della confezione.
Disegni e colori ricordano il classico sacchetto del fornaio: la veste ideale per il cracker dorato, fragrante e buono come il pane.
Disegni e colori ricordano il classico sacchetto del fornaio: la veste ideale per il cracker dorato, fragrante e buono come il pane.


Le confezioni Doria si propongono con una veste tutta nuova. La pulizia della grafica, la freschezza del tratto e la naturalezza dei colori sottolineano la semplicità autentica dei prodotti e l'amore con il quale sono fatti.


L'azienda entra nel 2006 a far parte del Gruppo Bauli al quale la accomuna la medesima filosofia di lavoro basata sulla tradizione e la qualità.


Nel 2000 Bucaneve compie cinquant'anni e Doria celebra l'anniversario del biscotto unico e inimitabile.


La moto, rivoluzionaria nel design, è guidata dal bravo pilota giapponese Tohru Ukawa.


A cosa si pensa se si assaggia a occhi chiusi un cracker Doriano o un biscotto Bucaneve? I protagonisti degli spot non hanno dubbi: prati e foreste sterminate, natura incontaminata. A sottolineare la genuinità e la naturalità dei prodotti.


Le avventure di Tacabanda e il consumo da parte di tutta la famiglia in ogni momento del giorno è il leitmotiv della pubblicità di questi anni.


Indimenticabili nel Carosello le canzoni di Ornella Vanoni che pubblicizza i cracker Doria "per colazione, pranzo, cena e per l'aperitivo con gli amici". Buoni e inconfondibili come la voce della cantante.


Le canzoni della nonna con Miranda Martino segnano gli albori della pubblicità televisiva ed entrano per sempre nella memoria degli spettatori. Indimenticabile è la nonnina, che ricorda al pubblico come i biscotti Doria siano "fatti alla maniera antica" ma in "modernissimi stabilimenti".


Il marchio Doria si consolida ed espande le sue vendite anche a livello internazionale.


L'idea del nome Doria viene a Ugo Zanin, quando in una località termale conosce lo svizzero René Doria, produttore di biscotti in Alta Savoia. La forte amicizia tra i due consente a Ugo di utilizzare il nome Doria per i suoi prodotti, un cognome che piace perché richiama il celebre casato genovese.


Nel 1950 viene sfornato per la prima volta il biscotto Bucaneve, che con la sua bontà e la sua inconfondibile forma a fiore nei decenni successivi entrerà nelle case degli italiani… e nell'immaginario collettivo di più generazioni.


Scoppia la seconda guerra mondiale e la produzione di pane continua. Durante la guerra, il vecchio Zanin si impegna a consegnare il pane a tutte le parti in causa, dai tedeschi ai partigiani.


Dal 1935 Ugo Zanin allarga le vendite ai paesi del circondario. Lo affiancano i figli Gastone e Giorgio che, ancora bambini, prima si dedicano alle consegne del pane e poi anche alla produzione.


All'attività del panificio si affianca la produzione di dolci grazie all'abilità di Antonietta Donadon, esperta pasticcera e moglie di Ugo Zanin. Da qui in poi, le due anime, dolce e salata, diventano patrimonio dell'azienda.


Ugo Zanin estende la sua attività ad altri panifici nel trevigiano, a Vittorio Veneto e Santa Lucia di Piave, fino a Tarvisio, in provincia di Udine.


La storia di Doria risale al 1800 con Alessandro Zanin, che comincia a produrre pane a Sarmede, sulle colline trevigiane, a soli otto chilometri dall'attuale stabilimento.







